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Expo Universale del 1992

Expo Universale del 1992

EXPO UNIVERSALE DEL 1992


EBBENE SÌ, LA NOSTRA BELLA SIVIGLIA È STATA SCENARIO DI DUE EXPO. L’EXPO IBERO-AMERICANA DEL 1929 L’ABBIAMO VISTA NEL POST PRECEDENTE, UN EVENTO CHIAVE NELLA STORIA DI SIVIGLIA, CON UN PESO ARCHITETTONICO NOTEVOLE.

Ma la moderna Expo Universale del 1992 non è da meno


Prima del 1992 Siviglia era una città un po’ dimenticata, sottovalutata, e con uno sviluppo urbano insufficiente. L’expo universale fu senza dubbio un’occasione per ricordare al mondo la sua esistenza e migliorare le sue infrastrutture.


L’evento si celebrò in concomitanza con un anniversario, i 500 anni della scoperta dell’America, evento fondamentale nella storia mondiale e di questa città, e si concluse il 12 ottobre. Non a caso, il nome dell’expo fu La era de los descubrimientos, l’età delle scoperte. Durò 6 mesi con investimenti e ingressi da capogiro.


Dove e come, la nascita della Cartuja


La location scelta per questo evento fu la isla de la Cartuja, una specie di isola generata dall’instabilità del Guadalquivir. Il che ci porta a concludere che il vero Guadalquivir si trova ad ovest di Siviglia, e che quello che ammiriamo e attraversiamo è in realtà un braccio del fiume. Potete scoprirlo voi stessi, con una panoramica di Siviglia su Google Maps.


Fu necessario risanare tutta l’isola per prepararla prima di cominciare ad erigere i padiglioni, un’area di circa 220 ettari che, in 6 mesi, vide passare più di 42 milioni di persone. Si costruirono un centinaio di padiglioni, ospitando più di 110 paesi di tutto il mondo, nonché la maggior parte dei ponti sul Guadalquivir.


Ancora oggi ascolto storie nostalgiche di sivigliani di ogni età, che ricordano momenti bellissimi passati nella expo, quando un cinema 3D era qualcosa di sorprendente. Molti lo evocano come il momento più significativo della storia recente di Siviglia.


La Cartuja oggi


Cosa ne è stato della Isla de la Cartuja dopo la expo? Purtroppo, come per altri eventi di questo tipo, buona parte dell’area che un tempo fu un via vai di visitatori provenienti da tutto il mondo, si trova oggi in un certo stato di abbandono. Una trentina di padiglioni ci sono ancora, adibiti a vari usi.


Degno di una visita in zona è il Monastero della Cartuja, fondato nel XIV e ceduto ai francescani. Esisteva già dal XII, quando gli arabi costruirono una fabbrica di ceramica. Fra gli ospiti del monastero l’onnipresente Cristoforo Colombo, che vi soggiornò durante i preparativi per i suoi viaggi; inoltre la sua tomba rimase qui per un periodo dopo la sua morte. Nella sua storia moderna lo vediamo ancora una volta come fabbrica di ceramica, della quale restano i caratteristici camini a forma di cono.


Nella expo del 1992, il monastero diventò padiglione Reale, per ricevere i capi di stato e di governo in visita a Siviglia. Oggi è un interessantissimo museo, il Centro Andaluz di Arte Contemporaneo.







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